Recupero dati di Wallet di Monete Digitali (o criptovalute)

Hai cancellato per errore il tuo Wallet di Criptovalute?

Forse sei ancora in tempo per recuperarlo! Grazie ad una tecnica di ricerca specifica, siamo in grado di eseguire delle scansioni approfondite, settore per settore, alla ricerca dei file wallet creati con i più comuni software di gestione di monete digitali criptate, quali ad esempio:

  • Electrum, Hive, Armory, Ledger
  • Ledger Nano S, eToro, Exodus
  • Dash Core, Jaxx, Coinomi, Cryptonator
  • e tanti altri..

Per facilitare il lavoro dei nostri tecnici sarà necessario:

  • evitare di utilizzare il supporto dove era memorizzato il wallet (evitandone la sovrascrittura);
  • fornire almeno 2 file wallet di esempio creati utilizzando il proprio software di gestione dei wallet (utilizzando la medesima procedura utilizzata per creare il wallet originale);
  • fornire il supporto dove era memorizzato il wallet da ricercare (qualora necessario i tecnici provvederanno a clonarlo per restituirlo al cliente per poter utilizzare il proprio pc).

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La criptovaluta: cos’è

Una criptovalute è un bene digitale impiegato per scambiare mediante la crittografia per garantire sicurezza alle transazioni e avere controllo sulla creazione di nuova valuta. E’ la criptovaluta, un asset digitale che è crittografato e viene usato per gli scambi. La criptovaluta più nota e pioniera del settore è il Bitcoin.

La grande maggioranza delle criptovalute sono anche decentralizzate: questo significa che la criptovaluta funziona seguendo delle regole, codificate a priori, ma non c’è nessuna autorità centrale che garantisce il funzionamento corretto delle transazioni: è lo stesso algoritmo che garantisce sicurezza e affidabilità delle transazioni.

Per completezza, ricordiamo che esistono criptovalute che non sono completamente centralizzate, come ad esempio Ripple.

Criptovaluta: il Bitcoin

Per comprendere in modo pratico cosa sono le criptovalute è sufficiente analizzare il Bitcoin, prima criptovaluta non centralizzata, concepita nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Da allora sono nate centinaia di altcoins, alternative a Bitcoin. Nel tempo la criptovaluta primaria è rimasta il Bitcoin che ha raggiunto quotazioni di 1000 euro per una singola unità.

A tutti gli effetti il Bitcoin è uno strumento di scambio, una valuta come la sterlina o l’euro. La criptovaluta è stata concepita per lo scambio di informazioni digitali mediante un procedimento avviato con dei principi della crittografia, impiegata per proteggere le transazioni e per il controllo della creazione di nuove monete.

Il sistema del Bitcoin non è assimilabile a quello bancario. Gli istituti bancari rispondono ad un sistema centrale come la Bce in Europa o la Fed negli USA. Nelle criptovalute non vi è il controllo sulle somme “stampate”. Esiste però un limite di Bitcoin che ammonta a 21 milioni. Non è quindi possibile l’alterazione del valore dei Bitcoin.

Gli istituti finanziari possono stampare altro denaro incrementando l’inflazione derivante dall’espansione irrefrenabile dell’offerta di moneta da parte delle banche centrali.

La maggior parte delle criptovalute derivano da uno dei protocolli: proof-of-quota o proof-of-work. Ogni criptovaluta si sostanzia attraverso una comunità di miners di criptovalute. Componenti del network di persone che hanno strutturato i loro computer o macchine ASIC per prendere parte a validare e ad elaborare migliaia di transazioni ogni secondo che effettuano le criptovalute e in particolare il Bitcoin.

Criptovalute: la sicurezza

La criptovaluta è sicura innanzitutto per l’assenza di bachi nel set di hash, lavoro eseguito dai miners. L’unica probabilità di violare il sistema sarebbe derivata da un attacco al 51%. Dovrebbe esserci un miner in grado di estrarre più del 51% della rete, in modo da assumere il controllo della blockchain globale e crearne una sua alternativa. L’hacker ipoteticamente potrebbe effettuare l’inversione delle proprie transazioni o bloccare altre operazioni.

Le forze dell’ordine sono nella quasi impossibilità a sequestrare una criptovaluta. Non bisogna sfruttare intermediari per eseguire transazioni. Discorso diverso da Paypal dove la moneta virtuale necessita di intermediari. Ogni criptovaluta è pseudo anonima. Alcune monete hanno creato funzioni per generare anonimato.

Come funziona e cos’è OneCoin

OneLife o OneCoin si presenta come moneta virtuale, una delle centinaia che hanno emulato il Bitcoin. La proposta di OneCoin sarebbe talmente interessante da generare una notevole ricchezza. Recentemente OneCoin avrebbe mutato nome in OneLife (pare per via anche di vicissitudini giudiziarie). Chi vuole accedere al sistema OneCoin deve prendere parte ad incontri nei quali si prospetta l’opportunità di diventare ricchi in tempi strettissimi. Il motto è: “Prima ci si unisce, e prima si fa soldi”. Il sistema è molto dubbio. All’atto della registrazione bisogna comprare uno Starter Package, come in molti schemi a piramide. Si spendono da un minimo di 100 euro sino a 28 mila euro. L’acquisto di questo pacchetto non da diritto al possesso di OneCoin o altra criptovaluta. Si possono acquistare soltanto gettoni da scambiare o minare per acquistare i OneCoin. Tale Kari Wahlroos favoleggia di una capitalizzazione di mercato non veritiera.

Bitcoin vanta un capitale di mercato di 5.7 miliardi di euro. Il fondatore di OneCoin sostiene di avere una capitalizzazione di 3 miliardi di euro. Nei portali di ambito economico finanziario non solo OneCoin non primeggia per capitalizzazione ma non esiste affatto.

Si sconsiglia vivamente OneCoin o OneLife. Piuttosto chi vuole investire online può affidarsi a broker autorevoli, autorizzati e regolamentati e quindi affidabili.


Articolo estratto dal sito https://www.tradingonline.me